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19 aprile 2004

Vecchi ricordi

Parlando del naufragio della "London Valour" (Fabrizio Da Andrè)

I marinai foglie di coca digeriscono in coperta
Il capitano ha un amore al collo venuto apposta dall’Inghilterra
Il pasticcere di via Roma sta scendendo le scale
ogni dozzina di gradini trova una mano da pestare
ha una frusta giocattolo sotto l’abito da tè.
E la radio di bordo è una sfera di cristallo
dice che il vento si farà lupo il mare si farà sciacallo
il paralitico tiene in tasca un uccellino blu cobalto
ride con gli occhi al circo Togni quando l’acrobata sbaglia il salto.
E le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli
i marinai uova di gabbiano piovono sugli scogli
il poeta metodista ha spine di rosa nelle zampe
per fare pace con gli applausi per sentirsi più distante
la sua stella si è oscurata da quando ha vinto la gara di sollevamento pesi
E con uno schiocco di lingua parte il cavo dalla riva
ruba l’amore del capitano attorcigliandole la vita
Il macellaio mani di seta si è dato un nome da battaglia
tiene fasciate dentro il frigo nove mascelle antiguerriglia
ha un grembiule antiproiettile tra il giornale e il gilè.
E il pasticcere e il poeta e il paralitico e la sua coperta
si ritrovarono sul molo con sorrisi da cruciverba
a sorseggiarsi il capitano che si sparava negli occhi
e il pomeriggio a dimenticarlo con le sue pipe e i suoi scacchi
e si fiutarono compatti nei sottintesi e nelle azioni
contro ogni sorta di naufragi e di altre rivoluzioni
e il macellaio mani di seta distribuì le munizioni.




permalink | inviato da il 19/4/2004 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

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Chi sarà a raccontare
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò questa corrente d'ali...
Ciao Faber !


"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità
di verità...
Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere..." (F. De Andrè)

"Io non so se Dio esiste,
ma se non esiste ci fa
una figura migliore"
(da 'Baol' di Stefano Benni)



"Accadono cose che sono come domande.
Passa un minuto, oppure anni,
e poi la vita risponde."
(A. Baricco)

"Signora Fortuna che brilli di notte
che ci prendi per mano e ci mostri le rotte
proteggi questa flotta di studenti e di sognatori
aggiungi al Firmamento i nostri mille cuori..."
(Massimo Bubola)



Sto leggendo:

"Quello che non so, lo so cantare"
di Enrico Deregibus
nonchè
"Terra!"
di Stefano Benni
(per la terza volta!)

Sto ascoltando con attenzione: