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5 agosto 2004

Sporadici ritorni

Io ti racconto (Claudio Lolli)

Io ti racconto lo squallore di una vita vissuta a ore, di gente che non sa più far l'amore.
Ti dico la malinconia di vivere in periferia, del tempo grigio che ci porta via.
Io ti racconto la mia vita il mio passato il mio presente, anche se a te, lo so, non importa niente.
Io ti racconto settimane, fatte di angosce più che umane, vita e tormenti di persone strane.
E di domeniche feroci passate ad ascoltar le voci, di amici reclutati in pizzeria.
Io ti racconto tanta gente che vive e non capisce niente alla ricerca di un po' d'allegria.

Io ti racconto il carnevale, la festa che finisce male, le falsità di una città industriale.
Io ti racconto il sogno strano di inseguire con la mano un orizzonte sempre più lontano.
Io ti racconto la nevrosi di vivere con gli occhi chiusi, alla ricerca di una compagnia.
Ti dico la disperazione di chi non trova l'occasione per consumarsi un giorno da leone.
Di chi trascina la sua vita, in una mediocrità infinita con quattro soldi stretti tra le dita.
Io ti racconto la pazzia che si compra in chiesa o in drogheria, un po' di vino un po' di religione.

Ma tu che ascolti una canzone, lo sai che cos'e' una prigione?
Lo sai a che cosa serve una stazione?
Lo sai che cosa è una guerra? E quante ce ne sono in terra?
E a cosa può servire una chitarra?
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti,
e continuiamo a dire e così sia.
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti,
e continuiamo a dire, a dire, a dire: così sia.




permalink | inviato da il 5/8/2004 alle 9:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

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Il mio indirizzo:

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Chi sarà a raccontare
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò questa corrente d'ali...
Ciao Faber !


"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità
di verità...
Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere..." (F. De Andrè)

"Io non so se Dio esiste,
ma se non esiste ci fa
una figura migliore"
(da 'Baol' di Stefano Benni)



"Accadono cose che sono come domande.
Passa un minuto, oppure anni,
e poi la vita risponde."
(A. Baricco)

"Signora Fortuna che brilli di notte
che ci prendi per mano e ci mostri le rotte
proteggi questa flotta di studenti e di sognatori
aggiungi al Firmamento i nostri mille cuori..."
(Massimo Bubola)



Sto leggendo:

"Quello che non so, lo so cantare"
di Enrico Deregibus
nonchè
"Terra!"
di Stefano Benni
(per la terza volta!)

Sto ascoltando con attenzione: