.
Annunci online

  ilSuonatoreJones [ Sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


Faber (Via del Campo)
Faber2
Francesco De Gregori
RimmelClub
La brigata Lolli
Claudio Lolli
Stefano Benni
Ivano Fossati
L'isola che non c'era
Massimo Bubola
Modena City Ramblers
Bandabardò
Francesco Guccini
Emergency
Fondazione De Andrè
Ivan Graziani
Mimmo Locasciulli
Rino Gaetano
Roberto Vecchioni
Giorgio Gaber
Vinicio Capossela
Premiata Forneria Marconi
Edoardo Bennato
'A' Rivista Anarchica
Cristiano De Andrè

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


29 luglio 2004

A volte ritornano

Anime salve (Fabrizio De Andrè)

Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d'amore
senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia.




permalink | inviato da il 29/7/2004 alle 15:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


14 maggio 2004

'giorno

Canto del servo pastore (Fabrizio De Andrè)

Dove fiorisce il rosmarino
c'è una fontana scura
dove cammina il mio destino
c'è un filo di paura
qual'è la direzione
nessuno me lo imparò
qual'è il mio vero nome
ancora non lo so

Quando la luna perde la lana
e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena
ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano
e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore
e coprilo di piume

Sopra ogni cisto da qui al mare
c'è un pò dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno
di tutti i miei coltelli
l'amore delle case
l'amore bianco vestito
io non l'ho mai saputo
e non l'ho mai tradito

Mio padre un falco
mia madre un pagliaio
stanno sulla collina
i loro occhi senza fondo
seguono la mia luna
notte notte notte sola
sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore
e spegnilo poco a poco




permalink | inviato da il 14/5/2004 alle 10:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (66) | Versione per la stampa


6 maggio 2004

Come un'anomalia

Smisurata preghiera (Fabrizio De Andrè)

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità
Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità
per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere




permalink | inviato da il 6/5/2004 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


5 maggio 2004

Maggio

Canzone del Maggio (Fabrizio De Andrè)

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.




permalink | inviato da il 5/5/2004 alle 13:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


29 aprile 2004

A voi

Anime salve (Fabrizio De Andrè)

Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d'amore
senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia




permalink | inviato da il 29/4/2004 alle 10:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


19 aprile 2004

Vecchi ricordi

Parlando del naufragio della "London Valour" (Fabrizio Da Andrè)

I marinai foglie di coca digeriscono in coperta
Il capitano ha un amore al collo venuto apposta dall’Inghilterra
Il pasticcere di via Roma sta scendendo le scale
ogni dozzina di gradini trova una mano da pestare
ha una frusta giocattolo sotto l’abito da tè.
E la radio di bordo è una sfera di cristallo
dice che il vento si farà lupo il mare si farà sciacallo
il paralitico tiene in tasca un uccellino blu cobalto
ride con gli occhi al circo Togni quando l’acrobata sbaglia il salto.
E le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli
i marinai uova di gabbiano piovono sugli scogli
il poeta metodista ha spine di rosa nelle zampe
per fare pace con gli applausi per sentirsi più distante
la sua stella si è oscurata da quando ha vinto la gara di sollevamento pesi
E con uno schiocco di lingua parte il cavo dalla riva
ruba l’amore del capitano attorcigliandole la vita
Il macellaio mani di seta si è dato un nome da battaglia
tiene fasciate dentro il frigo nove mascelle antiguerriglia
ha un grembiule antiproiettile tra il giornale e il gilè.
E il pasticcere e il poeta e il paralitico e la sua coperta
si ritrovarono sul molo con sorrisi da cruciverba
a sorseggiarsi il capitano che si sparava negli occhi
e il pomeriggio a dimenticarlo con le sue pipe e i suoi scacchi
e si fiutarono compatti nei sottintesi e nelle azioni
contro ogni sorta di naufragi e di altre rivoluzioni
e il macellaio mani di seta distribuì le munizioni.




permalink | inviato da il 19/4/2004 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


30 marzo 2004

Sono un pò monotematico ultimamente...

Il testamento di Tito (Fabrizio De Andrè)

"Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che riguargitan salmi
di schiavi e dei loro padroni

senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".




permalink | inviato da il 30/3/2004 alle 9:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


12 marzo 2004

Faber

De Andrè.
Fabrizio è arrivato dopo, diciamo verso il secondo liceo,  travestito da compagno di banco e, cantandomi un verso de "La città vecchia", entrò trionfalmente nella grigia vita di un liceale di provincia che giocava a pallone, studiava poco, smanettava col computer e aveva da poco scoperto l'esistenza di una musica "altra" fino a quel momento rappresentata per lui, dalla sola figura di Francesco De Gregori. Non sapeva quel quindicenne che quell'incontro gli avrebbe se non cambiato la vita, quantomeno gliela avrebbe resa meno amara (per questo poi si comprò una "chitara").
Scattò in lui la stessa smania di conoscenza che lo aveva assalito qualche tempo prima dopo la scoperta di De Gregori, e questa volta l'emozione era diversa, pur avendo la stessa intensità della precedente, essa si manifestava nettamente come un regalo inaspettato e quanto mai inatteso, (quasi come vincere i primi due premi della lotteria Italia!), e fu in quel preciso istante che cominciò il Viaggio, e fu un Viaggio fantastico ragazzi, un viaggio attraverso sentieri polverosi, strade secondarie, sterrate, fuori mano, pieno di salite e pendii, ma quanti amici ha incontrato lungo il cammino!
Ed ha imparato ad amarli nella loro bellezza e diversità; sulla collina gli si palesò innanzi un Guidice alto 1 metro e mezzo, e poi un Blasfemo a cui due guardie cercarono l'anima a forza di botte, e poi un Malato di cuore che non poteva bere alla coppa d'un fiato ma solo a piccoli sorsi interrotti, e un Matto che cercò di imparare la Treccani a memoria, e ancora un Chimico che non si volle mai sposare perchè non sapeva con chi e chi avrebbe generato e che poi morì in un esperimento sbagliato, e un Medico che voleva guarire i ciliegi, e un Ottico spacciatore di lenti, e c'era anche un certo "Suonatore Jones" che finì con un flauto spezzato e ricordi tanti e nemmeno un rimpianto, camminando ancora incontrò Marinella, e Piero e Bocca di rosa, più in là un Pescatore con un solco lungo il viso come una specie di sorriso, e che emozione quando vide l'Hotel Supramonte in cui trovò una donna in fiamme e un uomo solo, poi vide i drogati e il loro cantico e gli impiccati e la loro ballata,  poi sui monti di Trento incontrò Andrea ucciso dalla mitraglia, e Giovanna D'Arco e Suzanne e un uomo onesto un uomo probo che si innamorò perdutamente di una che non lo amava niente, e Barbara, Gesù e Carlo Martello che tornava dalla battaglia di Poitiers e Tito e il suo Testamento e Michè  impiccato ad un chiodo, e un Fannullone e Geordie che rubò sei cervi nel parco del re, e il Bombarolo che con tanto amore si dedicava al tritolo, e Nancy e un amico fragile, e un diciottenne alcolizzato e ancora Sally col suo tamburello, e Franziska stanca di ballare, e poi 'a pittima e Sidun e Jamin-A e Don Raffaè e il Gorilla, poi ha visto Nina volare sulle corde dell'altalena e Dolcenera e Princesa a altre Anime Salve e il servo pastore e Coda di Lupo che cambiò il suo pony con un cavallo muto...
Che Viaggio ragazzi e quanti altri amici andrebbero mensionati ma non voglio annoiarvi ulteriormente...
...Poi un giorno, un brutto giorno di Gennaio, Fabrizio se n'è andato, e qualcosa di quel ragazzo  se n'è andato insieme a lui... ma dopo le lacrime e lo smarrimento dei primi giorni, finalmente ha capito che Fabrizio vive perchè Fabrizio è le sue canzoni e le sue canzoni fanno parte di lui e di tutti quelli che lo hanno amato e lo ameranno, ed è certo che ora sta attraversando litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiama ..."Arrivederci"...

Sì ma...il Viaggio?...Il Viaggio continua....
Ciao Faber, non ti dimentico...




permalink | inviato da il 12/3/2004 alle 17:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

sfoglia     maggio       

           


Il mio indirizzo:

ilsuonatorejones@email.it







 


 

 

 

 

 

 

 

 




Chi sarà a raccontare
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò questa corrente d'ali...
Ciao Faber !


"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità
di verità...
Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere..." (F. De Andrè)

"Io non so se Dio esiste,
ma se non esiste ci fa
una figura migliore"
(da 'Baol' di Stefano Benni)



"Accadono cose che sono come domande.
Passa un minuto, oppure anni,
e poi la vita risponde."
(A. Baricco)

"Signora Fortuna che brilli di notte
che ci prendi per mano e ci mostri le rotte
proteggi questa flotta di studenti e di sognatori
aggiungi al Firmamento i nostri mille cuori..."
(Massimo Bubola)



Sto leggendo:

"Quello che non so, lo so cantare"
di Enrico Deregibus
nonchè
"Terra!"
di Stefano Benni
(per la terza volta!)

Sto ascoltando con attenzione: