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Faber

De Andrè.
Fabrizio è arrivato dopo, diciamo verso il secondo liceo,  travestito da compagno di banco e, cantandomi un verso de "La città vecchia", entrò trionfalmente nella grigia vita di un liceale di provincia che giocava a pallone, studiava poco, smanettava col computer e aveva da poco scoperto l'esistenza di una musica "altra" fino a quel momento rappresentata per lui, dalla sola figura di Francesco De Gregori. Non sapeva quel quindicenne che quell'incontro gli avrebbe se non cambiato la vita, quantomeno gliela avrebbe resa meno amara (per questo poi si comprò una "chitara").
Scattò in lui la stessa smania di conoscenza che lo aveva assalito qualche tempo prima dopo la scoperta di De Gregori, e questa volta l'emozione era diversa, pur avendo la stessa intensità della precedente, essa si manifestava nettamente come un regalo inaspettato e quanto mai inatteso, (quasi come vincere i primi due premi della lotteria Italia!), e fu in quel preciso istante che cominciò il Viaggio, e fu un Viaggio fantastico ragazzi, un viaggio attraverso sentieri polverosi, strade secondarie, sterrate, fuori mano, pieno di salite e pendii, ma quanti amici ha incontrato lungo il cammino!
Ed ha imparato ad amarli nella loro bellezza e diversità; sulla collina gli si palesò innanzi un Guidice alto 1 metro e mezzo, e poi un Blasfemo a cui due guardie cercarono l'anima a forza di botte, e poi un Malato di cuore che non poteva bere alla coppa d'un fiato ma solo a piccoli sorsi interrotti, e un Matto che cercò di imparare la Treccani a memoria, e ancora un Chimico che non si volle mai sposare perchè non sapeva con chi e chi avrebbe generato e che poi morì in un esperimento sbagliato, e un Medico che voleva guarire i ciliegi, e un Ottico spacciatore di lenti, e c'era anche un certo "Suonatore Jones" che finì con un flauto spezzato e ricordi tanti e nemmeno un rimpianto, camminando ancora incontrò Marinella, e Piero e Bocca di rosa, più in là un Pescatore con un solco lungo il viso come una specie di sorriso, e che emozione quando vide l'Hotel Supramonte in cui trovò una donna in fiamme e un uomo solo, poi vide i drogati e il loro cantico e gli impiccati e la loro ballata,  poi sui monti di Trento incontrò Andrea ucciso dalla mitraglia, e Giovanna D'Arco e Suzanne e un uomo onesto un uomo probo che si innamorò perdutamente di una che non lo amava niente, e Barbara, Gesù e Carlo Martello che tornava dalla battaglia di Poitiers e Tito e il suo Testamento e Michè  impiccato ad un chiodo, e un Fannullone e Geordie che rubò sei cervi nel parco del re, e il Bombarolo che con tanto amore si dedicava al tritolo, e Nancy e un amico fragile, e un diciottenne alcolizzato e ancora Sally col suo tamburello, e Franziska stanca di ballare, e poi 'a pittima e Sidun e Jamin-A e Don Raffaè e il Gorilla, poi ha visto Nina volare sulle corde dell'altalena e Dolcenera e Princesa a altre Anime Salve e il servo pastore e Coda di Lupo che cambiò il suo pony con un cavallo muto...
Che Viaggio ragazzi e quanti altri amici andrebbero mensionati ma non voglio annoiarvi ulteriormente...
...Poi un giorno, un brutto giorno di Gennaio, Fabrizio se n'è andato, e qualcosa di quel ragazzo  se n'è andato insieme a lui... ma dopo le lacrime e lo smarrimento dei primi giorni, finalmente ha capito che Fabrizio vive perchè Fabrizio è le sue canzoni e le sue canzoni fanno parte di lui e di tutti quelli che lo hanno amato e lo ameranno, ed è certo che ora sta attraversando litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiama ..."Arrivederci"...

Sì ma...il Viaggio?...Il Viaggio continua....
Ciao Faber, non ti dimentico...

Pubblicato il 12/3/2004 alle 17.31 nella rubrica Fabrizio De Andrè.

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